ED ORA SI DIMETTANO I PRESIDI,
SE SONO VERI DIRIGENTI!

 


Brava MORATTI, (MINISTRO DELLA DISTRUZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA), che nei suoi pellegrinaggi tra un collegio delle fanciulle e un meeting ciellino, intenta a parlare di crocefissi, insegnanti di religione e finanziamenti alla scuola privata, non sapeva che nella finanziaria si stavano addirittura dimenticando delle Università?

Questo Ministro non sta concludendo nulla nel vero interesse della Scuola (pubblica), anzi la sta distruggendo irreversibilmente!

Bene hanno fatto i Rettori a dare un primo segno di sdegno nei confronti di chi non dimostra sensibilità e forse neppure conoscenza del mondo dell’istruzione.

Ma le cose non vanno certo meglio nella Scuola (Statale). Non bastano le dichiarazioni trionfalistiche passate ai media per nascondere il malessere e malfunzionamento della scuola. Non vedo dirigente scolastico che non si dichiari disperato di fronte a queste politiche economiche e amministrative.

Ora però questi dirigenti devono agire in prima persona. Si devono dimostrare veramente all’altezza del titolo che portano, con una azione analoga a quelle dei Rettori delle Università.

Le dimissione di tutti i Dirigenti avrebbero senza dubbio una efficacia sconvolgente, superiore a qualsiasi sciopero della scuola.

Certo non ci sfugge che la differenza tra i rettori e i dirigenti scolasti. L'autorità dei rettori deriva dal fatto che sono eletti dal Senato accademico, mentre i dirigenti rappresentano la burocrazia amministrativa. Ben altra cosa sarebbe se il dirigente scolastico fosse eletto dalla comunità scolastica e la rappresentasse.

Biagio Mignemi